Comunicato stampa

BANDO GARA DEL COMUNE BELLUNO PER PULIZIA LOCALI - Deon non ci sta: “Non tiene in minima considerazione le imprese locali. Si poteva fare diversamente”


  • Data: 6/2/2015

“Non c’è niente da fare! Sembra proprio che gli amministratori locali, che si riempiono la bocca con i discorsi sulla specificità, poi nella pratica non siano interessati a mantenere il lavoro nella nostra provincia e dare lavoro alle imprese locali”. Questo è il commento stizzito del presidente di Confartigianato Imprese Belluno, Giacomo Deon, sull’ultimo caso di appalto pubblico, che “non tiene in minima considerazione le imprese locali”: il bando emesso dal Comune di Belluno per l’affidamento del servizio di pulizia degli stabili comunali.
“Nel predisporre questo bando ci si è accaniti contro le imprese locali - continua il presidente Deon - in primo luogo scegliendo di fare una procedura europea, quando solo riducendo la durata dell’appalto da 5 anni a 2 o 3 (come è solitamente la durata di questi appalti) si poteva tranquillamente gestire la gara con una procedura negoziata, alla quale invitare le imprese locali. Il bando europeo, invece consentirà la partecipazione a moltissime ditte da fuori provincia (e regione), con i risultati prevedibili: ribassi insostenibili, scarsa qualità del servizio, nessuna garanzia sulla continuità dello stesso”.
“C’è di peggio – aggiunge Deon - si è deciso di aggiungere fra i requisiti essenziali per la partecipazione alla gara il possesso della certificazione ISO 9001. E’ vero, un sistema qualità certificato è un valore aggiunto da considerare in sede di aggiudicazione, ma qui lo si è messo come requisito essenziale pena l’esclusione dalla gara. C’è solo un piccolo dettaglio: in provincia di Belluno ci sono solo tre imprese che hanno questo requisito, su quasi cento che esercitano questa attività. Da una parte apriamo le porte alle imprese di tutta Europa e dall’altra impediamo la partecipazione alle nostre imprese! Ottimo esempio di saggia amministrazione!”.
L’elenco delle assurdità prosegue. “La cosa strana – sottolinea il presidente Deon - è che dell’obbligatorietà di questo requisito non c’è traccia nemmeno nel corposo bando tipo predisposto dall’Autorità dei contratti pubblici”.
“Il bando scade il 23 febbraio, quindi c’è ancora tempo per rivederlo – lascia ancora speranza Deon - mi chiedo se l’Amministrazione comunale vorrà ripensarci o se si esporrà ai probabili ricorsi amministrativi delle imprese ingiustamente escluse”.

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