Comunicato stampa

Claudia Scarzanella: “Imprese boschive, emergenza nel post alluvione. Lettera a Zaia per chiedere interventi eccezionali per sgombero e stoccaggio delle piante”


  • Data: 6/11/2018

Il post alluvione porta una nuova emergenza. L’allarme è lanciato dalle imprese boschive: il legno deve rimanere una risorsa per il territorio. “Bisogna gestire in modo coordinato il recupero dei tronchi e lo stoccaggio - afferma in modo chiaro Claudia Scarzanella, presidente del mestiere segherie di Confartigianato Belluno, nonché presidente dell’Associazione - il momento è delicato, se gli interventi non vengono coordinati possono essere molti i problemi che si presenteranno sia dal punto di vista ambientale che economico”.
A tal riguardo Confartigianato Belluno assieme a Confartigianato Imprese Veneto, Confartigianato Vicenza e Consorzio Imprese Forestali del Triveneto ha spedito una accorata lettera di richiesta di aiuto al Governatore Luca Zaia, agli Assessori regionali competenti oltre che alle Unità Organizzative Forestali di Belluno e Vicenza chiedendo interventi straordinari che aiutino a gestire l’urgente sgombero del materiale schiantato a terra (si stima in Veneto superi abbondantemente il milione di metri cubi), il suo stoccaggio e programmare il risanamento e ripristino delle foreste danneggiate da fitopatie, infestazioni parassitarie ed eventi climatici.
Le quattro organizzazioni nella lettera inviata chiedono prioritariamente: di aumentare la disponibilità finanziaria della misura 8.6.1 F.A. 2A (investimenti in tecnologie forestali e nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti forestali) concedendo anche la possibilità di eventuali deroghe sostanziali, rispetto agli investimenti ammessi a finanziamento; stilare prontamente un altro bando, prima della fine del periodo programmatico, per la misura 8.6.1 F.A. “2A” e “5C”, provvedendo a ridistribuire le dotazioni del PSR tra le diverse misure e mutando la cronologia dei bandi.
Queste azioni permetterebbero di aumentare il grado di competitività delle imprese in loco che potrebbero assumere nuova forza lavoro, a tutto vantaggio del tessuto imprenditoriale veneto, nonché dell’economia locale e montana in generale, affrontando le criticità in essere con le maggiori ricadute sociali.
Chiediamo, recita ancora la lettera: un coordinamento regionale per gestire l’emergenza al fine di organizzare attentamente le operazioni di sgombero e di vendita del materiale schiantato e pericolante, mediante un’azione condivisa con i proprietari pubblici e privati, le comunità locali, le imprese dei territori colpiti e quelle italiane di settore, riducendo al minimo le possibili speculazioni estere. Per questo riteniamo necessario un appoggio scientifico dell’Università degli studi di Padova allo scopo di rafforzare le operazioni del personale regionale dei vari uffici forestali.
In tal senso si ritiene utile ipotizzare soluzioni alternative ed estreme di stoccaggio del materiale legnoso più pregiato, anche mediate l’utilizzo dei principali laghi montani, nonché coordinare lo stoccaggio su piazzali in zone agricole disseminate in tutto il territorio del triveneto, al fine di calmierare il mercato e sostenere i proprietari e le imprese locali. Si ritiene che, nel rispetto dei principi di libera concorrenza, in questa situazione di emergenza, i cui effetti a lungo termine ricadranno nuovamente sul territorio colpito e sulle imprese locali in primis, dovrebbe essere data una priorità d’intervento alle imprese venete e successivamente italiane, al fine di non “svendere” o peggio ancora “regalare” il nostro legname al mercato estero calmierando i prezzi e ponendo in essere un efficace contenimento degli effetti negativi.
“Le nostre imprese regionali - spiega Claudia Scarzanella - si stanno organizzando per realizzare piazzali di stoccaggio, almeno dei tronchi conservabili, al fine di regolare lo sfruttamento in modo progressivo, cercando di sostenere il mercato di filiera”.
“Riteniamo – è ancora scritto nella lettera - che vadano velocemente ripresentate e adeguatamente sostenute con risorse proporzionate le misure già esistenti del Piano di Sviluppo Rurale in grado di poter contribuire ed affrontare l’attuale crisi: 8.4.1 - Risanamento e ripristino foreste danneggiate da calamità naturali, fitopatie, infestazioni parassitarie e eventi climatici; 8.5.1 - Investimenti per aumentare la resilienza, il pregio ambientale e il potenziale di mitigazione delle foreste; 4.3.1 - Sostegno a investimenti nell'infrastruttura necessaria allo sviluppo, all'ammodernamento e all'adeguamento dell'agricoltura e della silvicoltura. Quest’ultima dovrebbe essere modificata allo scopo di permettere la reale manutenzione straordinaria della rete viaria silvopastorale regionale, al fine di consentire lo sgombero del materiale schiantato ed evitare un massiccio abbandono del territorio, con conseguenze pesantissime “oltre alle risorse straordinarie che dovrebbero sostenere i proprietari forestali pubblici e privati o attraverso indennizzi o attraverso contributi per il recupero dei boschi schiantati”
“Nel medio e lungo periodo - conclude la nota - risulta altresì doveroso e auspicabile iniziare a programmare fin da subito il nuovo periodo programmatico “2021-2027” del Piano di Sviluppo Rurale con azioni ad hoc, precise e specifiche a sostegno del settore forestale, dei proprietari e delle imprese della filiera con lo scopo di contenere i danni, risolvere e sostenere l’economia locale e contribuire alla predisposizione di un modus operandi volto a limitare gli effetti dei cambiamenti climatici in atto, non dimenticando la cura del paesaggio e dell’ambiente quale volano per questi territori”.

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