Comunicato stampa

Incontro con il sen. Paolo Saviane per correttivi all’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi dal 1° luglio


  • Data: 31/5/2019

La prossima scadenza del 1° luglio per l’avvio della trasmissione telematica dei corrispettivi sta preoccupando le Associazioni di categoria bellunesi, tanto che Confartigianato Belluno, ha scelto di incontrare (oggi) il senatore bellunese Paolo Saviane per illustrare la criticità della situazione, appuntamento al quale ha invitato anche Appia-Cna e Confcommercio Belluno.
Se infatti tale scadenza toccherà solo i soggetti con un volume d’affari superiore ai 400mila euro di fatturato, lo stesso obbligo scatterà, invece, indistintamente per tutti gli altri soggetti tenuti alla registrazione dei corrispettivi (artigiani, commercianti, ristoranti, alberghi, …) dal prossimo 1° gennaio.
“La questione si fa delicata - hanno sottolineato unanimemente i tre Presidenti delle Associazioni Scarzanella, Doglioni e Sposato - vista la vicinanza della scadenza. Abbiamo quindi voluto coinvolgere il senatore bellunese Paolo Saviane, nella veste di membro della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, in un incontro tenuto presso Confartigianato Belluno, per presentare la problematica assieme a una serie di correttivi necessari perché i provvedimenti emanati implicano impegni non indifferenti per le nostre imprese, ma soprattutto richiedono molti chiarimenti sull’applicazione delle norme”.
Per far fronte alla scadenza del 1° luglio, data in cui scatta l’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi, infatti, le aziende dovranno adeguare, ma più spesso sostituire il misuratore di cassa, con costi non inferiori ai 1.500-1.800 euro a fronte di un contributo, riconosciuto nella forma del credito fiscale, fino a un massimo di 250 euro nel caso di acquisito e di 50 euro nel caso di adeguamento.
Altri problemi aggravano l’impegno delle ditte interessate. “La nuova normativa, poi - hanno sottolineato i tre Presidenti come problematica non secondaria - non tiene in considerazione che molte delle aziende coinvolte sono collocate in montagna e in diverse zone della nostra provincia la trasmissione dati non è assicurata da adeguata copertura, così come il livello delle competenze informatiche in capo agli imprenditori non è sempre sufficiente per gestire in tranquillità simili operazioni. Accettiamo con serenità l’introduzione delle metodologie anti evasione, ma nel contempo vediamo di non chiedere troppo alle imprese e ai contribuenti - è stato il monito di Scarzanella, Doglioni e Sposato - diversamente saranno sempre di più le imprese che chiudono”.
Tra le questioni sospese in vista del 1° luglio c’è ancora quella delle aziende obbligate all’emissione delle ricevute fiscali e di quelle che erogano prestazioni a domicilio per le quali non sono chiare le modalità di adeguamento alla scadenza.
Dubbi e richieste di correttivi sono stati dunque presentati dalle tre Associazioni bellunesi al sen. Saviane in un documento comune, con le seguenti richieste: innalzamento della soglia dei 400mila euro a 1 milione di euro ai fini della memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi dal 1° luglio 2019 o, in alternativa, il rinvio dell’entrata in vigore della nuova modalità per tutti i soggetti interessati al 1° gennaio 2020; esonero dall’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi per i soggetti che applicano il regime forfetario; inapplicabilità delle sanzioni, nei primi sei mesi di obbligatorietà della memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, analogamente a quanto previsto per la fatturazione elettronica.
In occasione dell’incontro le Associazioni hanno portato all’attenzione del sen. Saviane anche altri argomenti di carattere fiscale ugualmente caldi di questi mesi, quali: la consultazione e memorizzazione delle fatture elettroniche in capo agli intermediari delegati dalle ditte, per un cavillo legato alla normativa sulla privacy che complica la situazione per gli intermediari delegati alla consultazione e memorizzazione delle fatture elettroniche (in primis le società di servizi delle Associazioni) a seguito di un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 29 aprile che impone di raccogliere nuovamente deleghe già in casa a fine dello scorso anno; gli Indicatori sintetici di affidabilità (ISA) che vanno a sostituire i vecchi studi di settore, per i quali non è ancora disponibile il software per l’elaborazione e, infine, qualche dubbio sul futuro dell’Agenzia delle Entrate a Belluno.

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