All’assemblea degli associati di Confartigianato Imprese Belluno l’analisi dei numeri delle imprese bellunesi

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Comunicato stampa n. 45/2025 del 19 dicembre

 

 

Scarzanella: “Tra tradizione e innovazione, il futuro è nelle nostre mani”

 

 

“Il futuro inizia da oggi: Confartigianato Imprese Belluno è qui per fare la propria parte, insieme alla politica e a fianco delle imprese artigiane, spina dorsale e identità della nostra provincia. La nostra montagna non sia più Cenerentola ma luogo che genera futuro. Attraverso un progetto sistemico che può partire da qui stasera”.

 

La presidente Claudia Scarzanella ha concluso così il suo intervento all’assemblea degli associati di Confartigianato Imprese Belluno svoltasi alla Nogherazza di Castion, per “fare il punto soprattutto sul tema del passaggio generazionale – ha introdotto il direttore Michele Basso – decisivo per combattere lo spopolamento della montagna e mantenere vivo il territorio”.

“Sta per concludersi l’anno di celebrazioni per il Settantesimo della fondazione dell’Unione Artigiana – ha detto Claudia Scarzanella – che ci ha visti progettare il futuro, ma sempre con uno sguardo attento, rispettoso e riconoscente a ciò che è stato e a chi ci ha preceduto.

Trovare l’equilibrio perfetto tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra il preservare le radici e aprirsi al mondo, sarà la chiave dell’artigianato del domani.

Il futuro è nelle nostre mani, a patto di saper sfruttare al meglio le opportunità che oggi ci si presentano e che sono tappe di un percorso di dialogo e sinergia con le istituzioni e la politica: le Olimpiadi, la legge della montagna per la quale attendiamo i decreti attuativi, la nomina di Dario Bond assessore con delega alla montagna, l’avvio dell’iter per la riforma della legge quadro sull’artigianato grazie al lavoro del senatore Luca De Carlo”.

 

 

I dati

 

Per progettare il futuro, Confartigianato Imprese Belluno vuole partire dai dati oggettivi del presente, e per questo ha chiesto all’Ufficio Studi della CGIA di Mestre di fare una fotografia di economia e lavoro, imprese, redditi e demografia del bellunese.

 

Hanno presentato la ricerca il segretario della CGIA Renato Mason e il ricercatore Daniele Nicolai. Emerge che nel lungo periodo (2007-2024) il PIL bellunese è cresciuto (+4,9%) in linea con le province venete più forti; il peso del commercio estero bellunese vale quasi la metà del PIL, il saldo commerciale tra export e import è il più alto tra tutte le provincie italiane, ma Mason ha invitato a non sottovalutare il fatto che l’export bellunese sia per il 75% legato ad un settore solo, l’occhialeria, che condiziona il valore aggiunto per addetto nell’agordino, primo in provincia.

 

Nel 2024 il saldo tra imprese cessate e iscrizioni è negativo (-44) ma dopo anni le imprese iscritte sono tornate a crescere (730 dopo le 679 del 2023), con un aumento sensibile dopo il minimo del 2020 (628). Tra le 730 imprese iscritte nel 2024 il 38% sono artigiane.

 

Le sedi di imprese attive sono 12.802, il 59% sono ditte individuali. Il calo maggiore avviene nel feltrino (-11,6%), poi nel bellunese (-8,1%), quindi nel Cadore (-5,8%) e nell’agordino (-4,3%): è un segnale in controtendenza, che può significare che la discesa in montagna sta calando e invece aumenta nelle terre “meno alte”.

 

Le imprese artigiane in provincia di Belluno sono 4347, 33,9% del totale imprese: il 74% sono ditte individuali: i settori dominanti per l’artigianato sono costruzioni (84% delle imprese), manifattura (72%, con legno arredo al 91%), autoriparatori (72%), trasporti (66%) e servizi alle persone (62%).

 

Le imprese straniere sono 1.017, 7,9% del totale imprese (11,9% in Veneto, 11,8% in Italia): 10,9% nel feltrino, 3,8% nell’agordino. Le imprese femminili sono 2.720, 21,2% del totale (20,8% in Veneto, 22,7% in Italia). Le imprese giovanili sono 1.044, l’8,2% del totale.

 

La popolazione bellunese è di 197.788 persone, con un calo del -2,2% rispetto al 2019 (il Veneto è calato dello -0,7%). Il calo è maggiore in Cadore (-4,5%), quindi agordino (-3,8%), feltrino (-1,8%) e bellunese (-1,3%). Ci sono pochi giovani: i cittadini da 0 a 14 anni sono il 10,6% della popolazione (Veneto 12,1%) con picco negativo in Cadore (9,4%). Ci sono tanti anziani: il 28% ha 65 anni e più (Veneto 24,5%) con picco in Cadore (30,3%).

 

Il tasso di imprenditorialità è del 6,5% (meno che in Veneto e Italia, che è dell’8,6%), con un picco in Cadore (8,8%), quindi Agordino (6,9%), bellunese (6%) e feltrino (5,8%).

 

Tra gli imprenditori bellunesi, il 52,5% ha un’età tra 50 e 69 anni, il 32,5% 30-49 anni, l’11,3% oltre 70 anni, il 4,2% meno di 30 anni (significa che a Belluno ci sono più giovani imprenditori e meno over 70). Le imprese artigiane invece sono meno anziane: 53% 50-69 anni, 35,6% 30-49 anni, 6,8% oltre 70 anni, 4,6% meno di 30 anni, in linea con i dati medi regionali.

 

 

“Confartigianato sta svolgendo appieno il ruolo di sindacato delle imprese – ha concluso Claudia Scarzanella – creando quella rete necessaria con politica e istituzioni per affrontare le sfide che ci attendono. La principale è quella del futuro delle nostre imprese artigiane, messe a dura prova da una società e una cultura che hanno dimenticato che il saper fare artigiano è l’essenza della tenuta della società e della sua identità. La sfida principale è quella dei passaggi generazionali. Dobbiamo avere tutti la consapevolezza, imprenditori in primis, che la chiusura di un’attività significa interrompere un servizio essenziale, non tramandare professionalità e saperi, impoverire il tessuto sociale oltre che economico”.

 

L’assessore regionale Dario Bond, presente a tutto l’incontro, ha “preso nota dei dati di CGIA di Mestre, ma sottolineo che il territorio bellunese per il 92% è sottoposto a vincoli paesaggistici e ambientali: per installare pannelli fotovoltaici, per ampliare l’azienda, per realizzare progetti… sempre tanti “no” e costi maggiori. Mi chiedo quanto questo possa incidere in termini di PIL e di frustrazione degli imprenditori.  Quanto all’assessorato sulla montagna, ho parlato al presidente Stefani per rimpolpare un capitolo di bilancio oggi a zero. Piuttosto, così come ci sarà un tavolo regionale per la sburocratizzazione, propongo che venga istituito anche a livello provinciale qui a Belluno”.

 

Il senatore Luca De Carlo, impegnato in Senato, ha seguito l’incontro da remoto sottolineando “il merito di Confartigianato Imprese Belluno per l’istituzione dell’assessorato regionale alla montagna”, e l’impegno suo e di tutto il Governo “a fianco di Confartigianato per avviare l’iter della riforma della legge quadro sull’artigianato e rilanciare Artigiancassa”.

 

“Va migliorata e rivista anche la legge sulle aree interne, non sfruttata appieno – ha concluso De Carlo -, e bisogna investire sulla scuola e la formazione professionale. E’ chiaro che il capitale umano è quello più prezioso, e allora dobbiamo chiederci perché pochissimi ragazzi immaginano di diventare lavoratori autonomi, ma anche dipendenti pubblici. Dobbiamo rendere moderno e attrattivo l’artigianato: con l’intelligenza artigiana mettiamo a terra un settore al passo con i tempi, puntando sull’innovazione e sull’uso della tecnologia”.

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