Crisi di governo, Confartigianato chiede responsabilità

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Comunicato stampa del 15 luglio 2022

 

Scarzanella: «Siamo nel pieno della tempesta, a rischio miliardi di euro di investimenti e crescita»

 

«Siamo nel pieno della tempesta e non possiamo lasciare il Paese in balia dei mercati e degli speculatori. Le imprese, ma anche le famiglie, non possono permetterselo». È quanto afferma la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella.

 

L’associazione degli artigiani si dice molto preoccupata per la crisi di governo, che ha già provocato scossoni imponenti a livello di mercati finanziari. E che adesso rischia di causare effetti dirompenti anche per le imprese.

 

«Confartigianato a livello nazionale ha calcolato quanto potrebbe pesare l’incertezza conseguente alla caduta del governo, tra l’altro nel pieno di una guerra alle porte dell’Europa – sottolinea la presidente Scarzanella -. Sono a rischio 49,5 miliardi di euro, pari a 2,5 punti di Pil; e potremmo perdere circa 253mila posti di lavoro, (25mila solo nel Veneto).

 

Sono cifre enormi, ma rendono perfettamente la misura di quanto è stato messo in campo negli ultimi mesi per l’uscita dalla pandemia, per la ripresa e soprattutto per il Pnrr. Proprio un incompleto raggiungimento degli obiettivi del Pnrr metterebbe a rischio 17,8 miliardi di finanziamenti Ue. Serve quindi continuità».

 

L’appello di Confartigianato, raccolto e rilanciato dalla presidente Scarzanella, è quello della responsabilità. «Le forze politiche in modo bipartisan devono prendersi la responsabilità di garantire all’Italia, ai cittadini e alle imprese la stabilità necessaria a gestire l’emergenza e costruire una prospettiva economica e sociale che guardi al bene comune.

 

Cittadini, imprese e famiglie non sono forse in grado di comprendere i motivi politici di una crisi di governo. Ma di certo non faranno sconti se saranno costretti a subire gli effetti dannosi della mancanza di stabilità.

 

La montagna, e le piccole medie imprese delle terre alte, guardano già a cosa succederà il prossimo autunno, con il costo del gas e l’aumento delle bollette. Una questione da risolvere subito, senza tentennamenti, attraverso un governo stabile e rinnovata credibilità internazionale».

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