Comunicato stampa n. 21/2026 del 7 agosto
Un’impresa della metalmeccanica, ad esempio, a luglio pagherà il 10,3% in più rispetto a giugno per l’energia elettrica, per una della lavorazione del legno al +10%, e per un’attività di acconciatura al +8,7%. Prendendo poi in considerazione il periodo aprile-luglio siamo a un aumento medio tra il 15 e il 20%.
Per capire l’impatto del costo delle forniture energetiche, il CAEM, Consorzio Acquisti Energia & Multiutility a cui Confartigianato Imprese Belluno aderisce, che negozia le tariffe per le forniture di gas ed energia alle imprese, ha analizzato l’andamento mensile dei costi per kWh a carico di alcune aziende. Ne emerge una situazione a dir poco sconfortante a causa delle situazioni di conflitto in corso e al blocco dello Stretto di Hormuz dove passa il 20% del GNL mondiale, è preoccupante.
“I numeri confermano quanto il tema dei costi energetici continui a pesare sulla competitività delle imprese e sui bilanci delle famiglie. Per quanto il CAEM possa fare, negoziando le tariffe per le sue 7.500 imprese presenti in tutta Italia, gli aumenti rimarranno comunque visibili. Nonostante però il continuo saliscendi dei costi del mercato, nel 2025 il risparmio per le aziende consorziate è stato di circa 5,4 milioni di euro, con una media di 800 euro per impresa, – evidenzia la presidente di Confartigianato Imprese Belluno, Claudia Scarzanella. – In pratica sono stati ridotti i costi della bolletta annuale dell’8% rispetto ai costi medi del mercato, e del 15% circa rispetto al costo della materia prima. Questo significa che nel 2025 le 102 imprese bellunesi aderenti al Consorzio hanno complessivamente risparmiato più di 80 mila euro.”
Quella degli aumenti dei costi energetici è una situazione sulla quale il Governo sta ponendo attenzione.
“Serve una strategia di ampio respiro, – prosegue la presidente Scarzanella. – Nell’immediato è necessario un intervento emergenziale per una riduzione delle tariffe elettriche. L’altro passo è quello che ribadiamo da tempo: la necessità di superare l’impostazione del prezzo marginale (marginal price), che sta facendo pagare a caro prezzo l’elettricità utilizzata da tutti. Il prezzo marginale è il prezzo della borsa elettrica che viene determinato sostanzialmente dalla centrale di produzione più onerosa. Riteniamo invece più equo che il prezzo dell’energia venga definito sulla base della media ponderata tra le centrali che offrono in borsa l’energia da loro prodotta. Ci rendiamo conto che sul tema ci siano diversità di vedute e interessi, ma è evidente che non è giusto pagare il prezzo di produzione di energia calcolato sul sistema più costoso, ovvero quello del gas. Accanto a questo poi, bisogna spingere al massimo sulle rinnovabili e sull’efficientamento energetico.”
Confartigianato Imprese Belluno ha aderito nel 2025 come socio promotore anche all’Associazione A-Certa: Associazione Comunità Energetica Rinnovabile Territorio e Ambiente. L’iniziativa è nata nel 2024 nel mondo Confartigianato per autoproduzione e autoconsumo di energia prodotta con pannelli fotovoltaici, permettendo anche di intercettare incentivi per gli aderenti alla comunità.
“Auspichiamo che una parte significativa dei 14 miliardi di euro richiesti all’Europa per lo scostamento del bilancio italiano fino al 2028 sia dedicata a sostenere e incentivare aziende e famiglie verso l’autoproduzione di energia elettrica. – conclude la presidente Scarzanella. – Dell’interesse verso l’autoproduzione di energia abbiamo avuto prova nell’ultimo anno con i contributi PNRR: molte piccole imprese e molte famiglie si sono dotate di fonti di energia rinnovabili, in particolare di impianti fotovoltaici, per ridurre i costi energetici e per dare un contributo positivo in termini di benefici ambientali e per l’intera collettività. Come Paese dobbiamo renderci quanto più autonomi nella produzione energetica, non solo con i grandi impianti, ma anche con la forza di tanti “piccoli” impianti installati sui tetti di aziende e abitazioni.”



