Comunicato stampa n. 29/2026 del 23 ottobre
Il gelato, prodotto a forte vocazione artigianale che rappresenta il Made in Italy nel mondo, merita un suo riconoscimento formale, attraverso una legge ad hoc.
Confartigianato Imprese Belluno ha convocato oggi i soci gelatieri nella propria sede di Piazzale della Resistenza per un confronto sulle principali esigenze della categoria e, in particolare, sulla nuova proposta di legge sul gelato artigianale, per istituire la denominazione “Gelato di tradizione italiana”, con l’obiettivo di riconoscere, tutelare e valorizzare una delle espressioni più apprezzate del patrimonio alimentare italiano.
“Lavoriamo a questa proposta da un anno e mezzo – afferma Cristiano Gaggion, presidente della categoria Alimentazione di Confartigianato Imprese, tra i primi promotori della proposta di legge -. Siamo partiti dalla cosiddetta legge D’Incà per costruire un testo che garantisca una tutela a chi lavora secondo determinati standard, e permetta al consumatore di capire la differenza tra un prodotto che risponde ai requisiti definiti dal disciplinare e quindi definibile come gelato di tradizione italiana e uno che non lo è. L’iter non è semplice: abbiamo coinvolto anche le altre associazioni di categoria dell’artigianato per redigere un testo condiviso”.
La proposta di legge
La proposta prevede uno specifico riconoscimento, accompagnato da un disciplinare che definisca caratteristiche, ingredienti e modalità di preparazione. Non un semplice marchio promozionale, dunque, ma una denominazione fondata su requisiti chiari e verificabile, valorizzando la differenza tra un prodotto realizzato secondo la tradizione artigianale e un generico prodotto a base di gelato. Secondo il disciplinare, il “Gelato di tradizione italiana” dovrebbe essere preparato con materie prime fresche e genuine, preferibilmente di origine nazionale, attraverso lavorazioni che valorizzino la competenza del gelatiere. Per le imprese artigiane infatti il valore non sta soltanto nel risultato finale, ma anche nel sapere professionale, nelle ricette, nelle tecniche e nell’esperienza che vengono custoditi e rinnovati quotidianamente nei laboratori.
La denominazione avrebbe inoltre il compito di offrire al consumatore uno strumento chiaro per riconoscere il prodotto, distinguendolo sulla base di qualità, modalità di lavorazione e origine degli ingredienti.
Gli interventi
All’incontro erano presenti, oltre a Cristiano Gaggion, il senatore Luca De Carlo, presidente della IX commissione del Senato e Augusto De Pellegrin, presidente di Uniteis, associazione dei gelatieri artigiani italiani in Germania.
De Pellegrin ha sottolineato che la Germania può offrire spunti utili. “Nel Paese – ha spiegato – non esiste una legge dedicata specificamente al gelato artigianale, ma è in vigore un sistema di normative e linee guida agroalimentari con parametri specifici che identificano le diverse tipologie di prodotto e tutelano consumatori e produttori”.
De Carlo, che con il collega senatore Giorgio Salvitti ha manifestato attenzione e disponibilità a individuare il percorso istituzionale più efficace per arrivare al riconoscimento, ha condiviso l’utilità dell’esempio tedesco, da cui attingere per arricchire il protocollo. “La scelta di presentare la proposta sotto forma di emendamento e non di proposta di legge è strategica – ha spiegato -: una volta rifinito in ogni sua componente tecnica, potremo chiedere di inserirlo in una legge ad impatto immediato, che vedrebbe la luce molto più velocemente. Momenti come questo, di confronto con la categoria, con chi lavora ogni giorno nel settore, sono fondamentali per fare un lavoro preciso e puntuale. L’esperienza che abbiamo maturato presentando la legge sul pane è preziosissima per poter portare avanti questa proposta massimizzandone le potenzialità”.
“È importante affidarsi all’associazione per un aiuto concreto, ad esempio negli adempimenti e nella documentazione – commenta la presidente di Confartigianato Imprese Belluno Claudia Scarzanella – ma il tema in questione dimostra il fondamentale ruolo dell’associazione come ponte con la politica, cui porta istanze e bisogni delle aziende. Mi sembra altresì significativo evidenziare la rilevante opportunità che due bellunesi come il senatore De Carlo e Cristiano Gaggion stiano lavorando insieme per la tutela del gelato, aiutando così concretamente le imprese a valorizzare il proprio prodotto”.
I numeri
I numeri confermano che il settore è a fortissima vocazione artigianale, specialmente in Veneto e ancor di più nel bellunese.
In Italia. I laboratori di gelateria in Italia al primo trimestre 2026 erano 9.345: il 65,6% sono artigiani (6.126 in valore assoluto), quando le imprese artigiane in Italia sono il 21,1% del totale imprese. La spesa delle famiglie per gelati nel 2024 a oltre 1.700 milioni di euro.
I prezzi al consumo delle materie prime a giugno 2026 sono tutti sensibilmente aumentati rispetto al 2021: uova +43% (+8% rispetto al giugno 2025), frutta +32% (+2%), zucchero +31% (-2%), latte +25% (-2%), cacao e cioccolato +22% (prezzo stabile).
In Veneto. Le famiglie venete hanno speso 143 milioni di euro per i gelati nel 2024 (quinta regione italiana). I laboratori di gelateria sono 1.094 (seconda regione, 11,7% dei laboratori italiani): di questi il 76,5% (836) sono artigiani (in Italia sono il 65,6%).
A Belluno. I laboratori di gelateria al primo trimestre 2026 in provincia di Belluno sono 54: di questi, 42 (78,1%) sono artigianali, con un’incidenza artigiana che supera sia quella del Veneto (76,5%) sia quella nazionale (65,6%). La spesa annua delle famiglie bellunesi per il gelato ammonta a 6,3 milioni di euro.







