Dal 1° luglio 2026 sono entrate in vigore le nuove regole sulla previdenza complementare introdotte dalla legge di Bilancio 2026.
La principale novità riguarda l’adesione ai fondi pensione dei lavoratori alla prima occupazione che, in assenza di una scelta esplicita, saranno iscritti automaticamente al fondo negoziale previsto dal contratto collettivo, con possibilità di recesso entro 60 giorni. Per le adesioni tacite, oltre al TFR verranno versati anche i contributi del lavoratore e del datore di lavoro.
I criteri di investimento delle somme conferite automaticamente saranno modulati in base all’età e all’orizzonte temporale dell’aderente (life-cycle).
Dal 1° luglio 2026 è inoltre prevista una maggiore flessibilità nelle prestazioni con nuove tipologie di rendita, che offrono maggiore flessibilità nella fase di erogazione delle prestazioni pensionistiche.
Infine, dal prossimo 31 ottobre 2026, chi trasferirà la propria posizione da un fondo negoziale a un fondo aperto o a un Piano individuale pensionistico (Pip), dopo almeno due anni di iscrizione, conserverà il diritto al contributo del datore di lavoro previsto dal contratto collettivo (“portabilità”).
DICHIARAZIONI
La Guida dell’Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni della dichiarazione 2026
Agenzia delle Entrate, Guida “Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026”
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’edizione 2026 della guida “Tutte le agevolazioni della dichiarazione” che illustra tutte le agevolazioni fiscali che possono essere fruite dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi.
La guida è composta da 12 capitoli preceduti da una parte generale dedicata a:
- crediti d’imposta;
- oneri e spese per i quali spetta una deduzione dal reddito complessivo;
- detrazioni pluriennali relative a immobili (recupero del patrimonio edilizio, sismabonus, bonus verde, ecobonus e superbonus);
- visto di conformità, redditi e ritenute certificati dai sostituti d’imposta, oneri e spese per i quali spetta una detrazione dall’imposta lorda contenuti nel Quadro E (“Oneri e spese”) del modello di dichiarazione dei redditi 730/2026;
- altre detrazioni;
- versamenti in acconto e riporto dell’eccedenza derivante dalla precedente dichiarazione.
Di seguito, l’elenco dei singoli capitoli, suddiviso per argomenti:
- Spese sanitarie;
- Interessi passivi dei mutui;
- Spese di istruzione;
- Erogazioni liberali;
- Premi di assicurazione;
- Contributi previdenziali e assistenziali;
- Altre detrazioni e deduzioni;
- Crediti d’imposta;
- Recupero del patrimonio edilizio;
- Riqualificazione energetica;
- Bonus mobili ed elettrodomestici;
Si ricorda che quest’anno le regole cambiano in modo significativo, specialmente per chi possiede redditi più elevati, con l’introduzione di nuovi tetti massimi di spesa.
Ecco una sintesi delle principali novità.
- La stretta sulle detrazioni: i nuovi limiti oltre i 75.000 euro
La grande novità del 2026 riguarda l’introduzione di un nuovo limite (plafond) per le detrazioni, applicato esclusivamente ai contribuenti con un reddito complessivo superiore a 75.000 euro. L’ammontare massimo su cui si potranno calcolare le agevolazioni dipenderà da un “importo base” moltiplicato per un coefficiente legato alla situazione familiare:
- l’importo base è fissato a 000 euro per i redditi compresi tra 75.000 e 100.000 euro, ma scende a 8.000 euro per i redditi che superano i 100.000 euro;
- questo importo va poi moltiplicato per il proprio coefficiente: 0,5 se non si hanno figli a carico, 0,7 con un figlio, 0,85 con due figli, e 1in presenza di tre o più figli oppure di almeno un figlio con disabilità.
Alcune spese fondamentali restano escluse da questo nuovo tetto limitante, come le spese sanitarie e le rate dei mutui stipulati fino al 31 dicembre 2024. Rimane inoltre in vigore la decurtazione progressiva introdotta negli anni passati: per i redditi superiori a 120.000 euro, le detrazioni al 19% si riducono progressivamente fino ad azzerarsi al traguardo dei 240.000 euro, sempre con l’eccezione delle spese mediche e degli interessi sui mutui per l’abitazione principale.
- Pagamenti tracciabili
Ricordiamo che per poter beneficiare della gran parte delle detrazioni al 19%, il pagamento deve avvenire tramite strumenti tracciabili, come bancomat, carte di credito, bonifici o applicazioni via smartphone. Fanno eccezione, potendo ancora essere pagati in contanti, l’acquisto di medicinali, di dispositivi medici e le prestazioni rese da strutture del Servizio Sanitario Nazionale (o private accreditate). È vitale conservare sempre le ricevute del POS, le contabili dei bonifici o gli estratti conto per dimostrare l’utilizzo del metodo elettronico.
- Familiari a carico e impatto dell’Assegno Unico
Le spese (come quelle mediche o di istruzione) sostenute per i familiari a carico continuano a essere preziose per abbassare le imposte. Un familiare si considera “a carico” se il suo reddito nel 2025 non ha superato i 2.840,51 euro, soglia che viene innalzata a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni di età. È importante sottolineare che, sebbene l’Assegno Unico abbia di fatto azzerato le detrazioni dirette in busta paga per i figli a carico minori di 21 anni, i genitori mantengono comunque il diritto di detrarre o dedurre le spese sostenute nel loro interesse.





