Superbonus 110%: preoccupazione da parte di Confartigianato

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Comunicato stampa n. 32/2023 del 20 novembre

 

Necessaria una soluzione per attenuare l’impatto economico

“E’ assolutamente necessario individuare una rapida soluzione alle centinaia di cantieri che, anche per via del caos normativo e applicativo del superbonus 110%, non riusciranno a terminare i lavori in tempo utile. Manca un mese e mezzo alla fine dell’anno, ed il problema dei cantieri condominiali che rischiano di non essere finiti in tempo (oltre 1.200 quelli non ancora conclusi in regione) potrebbe non essere il più grave. La leva moltiplicatrice, che tanto ci ha agevolato sino ad ora, porterà ad una flessione altrettanto importante una volta che si chiuderà definitivamente il 110% e le conseguenze già si vedono” le parole del Presidente Edilizia di Confartigianato Imprese Belluno Fabio Zatta, che esprimono la preoccupazione dell’artigianato bellunese riguardo alla conclusione del superbonus 110%, sottolineando che l’accelerazione seguita da una brusca frenata degli investimenti metterà in crisi il sistema economico di molti settori.

“Pur condividendo la necessità di chiudere la stagione del 110% -prosegue- va aperta subito una riflessione seria sul futuro dell’efficientamento degli edifici in Italia, in particolare per le famiglie meno abbienti. Per recuperare i ritardi accumulati è assolutamente necessaria una proroga tale da permettere una conclusione ordinata alla misura, che eviti la perdita improvvisa di centinaia di posti di lavoro causata dalla sicura interruzione di moltissimi cantieri che potrebbe derivare dall’insorgere di un enorme contenzioso tra condomìni e imprese e scongiuri la corsa forsennata già in atto per finire i lavori, con conseguente rischio sia per la sicurezza dei lavoratori coinvolti sia per la qualità degli interventi eseguiti.”

 

Con oltre 9 miliardi di euro di investimenti in due anni nella regione, l’edilizia ha agito come un “booster” per l’economia, generando un impatto stimato di circa 20 miliardi.

 

La produzione e l’occupazione di un significativo numero di settori produttivi dipendono in larga misura, e in alcuni casi totalmente, dall’attività del settore delle costruzioni, che effettua acquisti di beni e servizi da ben l’80% dell’insieme dei settori economici.

 

Il termine del superbonus potrebbe portare a una flessione significativa, influenzando settori come Prodotti e materiali da costruzione, Metalmeccanica e Metallurgia, ma anche i produttori di beni durevoli per la casa ed il trasporto. Si evidenzia la necessità di trovare soluzioni per i cantieri che rischiano di non essere completati in tempo e si propone una proroga limitata per evitare la perdita di posti di lavoro e il caos sociale ed economico. Le potenziali penalizzazioni per le imprese nel 2024 potrebbero vedere un incremento della ritenuta sui bonifici eseguiti dai propri committenti che intendono sfruttare i bonus fiscali. Quest’ultima, passerebbe dall’8% attuale all’11%.

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