Dallo spontaneismo all’organizzazione

Il 24 marzo 1955, l’Assemblea generale degli artigiani –che già appartenevano al Comitato della Piccola Industria e dell’Artigianato esistente in seno all’Associazione Industriali- fonda, davanti al Notaio Alessandro Da Borso, l’Unione Artigiani della Provincia di Belluno. Alla Presidenza viene eletto il sig. Giuseppe Scarzanella di Belluno, mentre membri della Giunta Esecutiva risultano i sigg.ri Cerentin Guido di Belluno, Cortina Giovanni di Trichiana, Stien Ernesto di Feltre e Toffoli Ettore di Calalzo. Il colonnello Giovanni Luchitta viene nominato Segretario dell’Associazione.

Uapi - L'unione Artigiana n.1

La prima sede dell’Unione Artigiani è a Belluno, nel Palazzotto Reviviscar di via San Lucano, 15, dove resterà fino al 1967. Ma fin dal 1955 vengono attivati recapiti a Pieve di Cadore, in Piazza Tiziano, 32 e a Feltre, presso l’Ufficio Turistico di Largo Castaldi. Nel giugno del 1955, diventa rappresentante del mandamento di Feltre il Sig. Bosco Riccardo. Il mese successivo, il sig. Egidio Zanella di Lozzo diventa il referente per gli uffici del Cadore.
Con il 1° gennaio 1956 l’Unione attiva il servizio di tenuta dei libri paga e matricola per gli associati. I rapporti di lavoro dipendente erano regolati dall’accordo provinciale del 18 dicembre 1951, che si applicava a tutte le aziende artigiane con esclusione dei barbieri, dei parrucchieri, delle occhialerie e delle segherie. Nel 1956 aumenta anche l’attività in tutta la Provincia e ai recapiti di Pieve di Cadore e Feltre, si aggiungono quelli di Agordo, presso il Sig. Conedera Alfredo, di Auronzo, presso l’Albergo Miramonti, di Lozzo di Cadore, presso il Sig. Zanella Egidio e di Santo Stefano di Cadore, presso il Bar Piave.
A Lozzo di Cadore viene nominato Fiduciario il sig. Dino Borca, ad Auronzo il Sig. Pietro Molin, ad Agordo il sig. Sito Gennaro e a Ponte nelle Alpi il sig. Andrea Pison. Chiuso il periodo delle Olimpiadi, un recapito periodico viene aperto anche a Cortina d’Ampezzo. Ma è nel 1960 che l’Unione inizia a strutturare stabilmente la propria assistenza in tutta la Provincia, a volte con uffici aperti tutti i giorni, altre volte con recapiti settimanali o mensili. Aperture complete sono previste ad Agordo, presso la Sala Biblioteca di Palazzo de’ Manzoni, a Cortina, presso Villa Zirio in via Grohman, a Feltre, in Piazza Isola e in via 31 ottobre presso l’Associazione Feltrina, a Pieve di Cadore, in Piazza Municipio e a Santo Stefano, in via Udine. Un recapito settimanale opera, invece, a Santa Giustian, presso l’Albergo Muraro, mentre recapiti mensili sono istituiti ad Auronzo, presso l’Albergo Miramonti e a Candide di Comelico, presso l’Albergo Muraro. Nel luglio del 1961 si raggiunge un altro traguardo: l’Ufficio di Agordo viene trasferito nella nuova sede di Via Cesare Battisti n.7. Il Notiziario dell’Unione segnala, in proposito, “la simpatica iniziativa degli amici Artigiani Agordini che hanno voluto partecipare personalmente alla sistemazione del locale, prestando la propria opera gratuita in lavori di riatto e sottoscrivendo un contributo volontario per fronteggiare almeno in parte alle spese di impianto e gestione.” Qualche settimana prima a Presidente del Mandamento di Agordo era stato eletto Mario Tomè, meccanico di Agordo.

Dall’organizzazione alla struttura

Nel dicembre del 1967 gli uffici dell’
Associazione vengono trasferiti al primo piano del Palazzo Alpago in via San Lucano 36. L’idea di fondare una Cooperativa Artigiana di Garanzia viene lanciata per la prima volta nella riunione del Consiglio Direttivo dell’Unione del 24 maggio 1969. La costituzione avviene il 21.7.1972 , ma la Cooperativa comincia ad operare concretamente solo nel 1973. Diecimila lire è la quota minima di adesione. La sua attività consiste nell’agevolare la concessione di crediti bancari, garantendo, col proprio capitale, le operazioni di prestito ai soci, i quali possono così risolvere la loro necessità di denaro liquido per l’esercizio dell’impresa, senza obbligarsi ad altri per firme di avallo o altre garanzie. I primi mutui saranno garantiti al 5,50%. Nel primo Consiglio di Amministrazione figurano: Sommavilla Carlo, che viene eletto anche alla Presidenza, D’Incà Ettore, Vicepresidente, Zatta Aldo e De Menech Angelo. Nei decenni successivi saranno eletti alla guida della Cooperativa: Angelo De Menech (1979-1982), Affro Giovanni (1982-1991), Fulvio Caldart (1991-1992) e Edy Bianchet (1992-2000). Il 1973 è anche l’anno di nascita di Feinar. Un servizio di assistenza contabile moderno, che si avvale di un calcolatore elettronico 3 IBM a dischi: “un centro di calcolo di completa affidabilità, opportunamente attrezzato per compiere un lavoro agile e preciso”. I primi servizi offerti da Feinar sono: contabilità per l’adempimento degli obblighi previsti dalla legge sull’IVA; contabilità generale; fatturazione; elaborazioni statistiche e contabilità specifiche; elaborazione paghe e prospetti per gli istituti previdenziali; assistenza “in service”. Pochi gli impiegati in questi primi anni: diventeranno centocinquanta nel 2000, quando Feinar è ormai da tempo diventata una delle maggiori società di servizi alle imprese della Provincia.

Dalla struttura alle strutture

 

Il 1 luglio 1978 l’
Associazione costituisce il SIMLA - Servizio Integrazione di Malattia ed Infortunio dei Lavoratori dipendenti dalle Imprese Artigiane. Inizia ad operare per i dipendenti delle ditte della Metalmeccanica e del Legno. Nello stesso periodo viene anche costituito il CIEA: il Consorzio tra gli imprenditori edili ha lo scopo di coordinare gli acquisti dei materiali per l’edilizia. Alla fine del 1979 sono già cinque le Cooperative costituite dall’Unione per la realizzazione delle aree artigianali. Centro ConsorziI Comuni interessati sono quelli di Belluno, Feltre, Lentiai, Pedavena e Pieve d’Alpago. Altre cooperative sorgeranno, sempre sul finire degli anni Settanta, a Santa Giustina, Arsiè, Sappada, Fonzaso, Sovramonte e Alleghe. Nel 1980 l’Unione dà vita al CO.PR.IN.AR., un Consorzio di secondo grado che si occuperà dell’assistenza tecnica e organizzativa dei numerosi consorzi e cooperative sorte per la realizzazione delle aree attrezzate. Nel dicembre 1981 nasce il Centro Consorzi, un consorzio di secondo grado che dovrà coordinare l’associazionismo e la cooperazione nell’artigianato. Alla Presidenza si succederanno, nell’arco dei ventiquattro anni di attività, Santo Spinazzè, Renato Bogo, Federico Menardi, Paolo Raineri e, infine, Antonio Manzotti. Soprattutto a partire dagli anni Novanta, il Centro Consorzi si dedicherà, con grandi risultati, alla formazione professionale. Il 24 marzo 1983, 25 imprese associate all’allora Unione Artigiani costituiscono la Società Cooperativa a r.l. Artigianfidi Belluno. Lo scopo è di favorire l’accesso a fidi e prestiti garantiti per importi fino a 50 milioni per ciascuna impresa. Il fondo fideiussorio anziché essere costituito dal capitale liquido, versato dai soci, è rappresentato da garanzie reali fornite dalle imprese associate attraverso una lettera di impegno nei confronti degli istituti di credito. L’importo iniziale della garanzia reale è di 1 milione di lire. Alla Presidenza viene eletto Edy Bianchet, che resterà in carica fino al 1992, sostituito da Luigi Lena, che guiderà Artigianfidi Belluno fino al 2000. Il 12 dicembre del 1984 viene costituito un altro consorzio finanziario, Artigianfidi Belluno Due, dedicato ai finanziamenti a breve. Alla Presidenza c’è Igino Tronto, che guiderà ininterrottamente l’organismo fino al 1995, ossia fino alla fusione dei due Consorzi Artigianfidi. Lo stesso anno l’Unione fonda l’ISFAI, Istituto per la Formazione e l’Aggiornamento Imprenditoriale. All’ISFAI viene affidato il compito di organizzare iniziative di formazione per le piccole e medie imprese, l’aggiornamento professionale degli imprenditori e delle loro maestranze.

Dalle strutture al sistema

Nel 1986, l’Unione Artigiani crea il Centro Servizi Occhialeria per la promozione e la commercializzazione dell’occhiale e Tecno-Occhialeria che si occuperà di diffusione tecnologica e qualità nelle pmi e nell’artigianato. Ha, invece, sede a Paludi di Pieve d’Alpago il nuovo Consorzio Centro Innovazione che l’Unione Artigiani crea nel 1989. Dieci le aziende aderenti, tutte animate dalla volontà di diffondere l’innovazione tecnologica tra le imprese meccaniche. Per la prima volta si sente parlare di “certificazione dei prodotti e dei processi”. Lunedì 15 novembre 1993 l’Unione abbandona la storica sede di via San Lucano e si trasferisce in Piazzale della Resistenza, dove già si trovano gli uffici del Centro Consorzi e dove è disponibile un ampio parcheggio. A metà degli anni Novanta, la volontà e l’esigenza di “fare sistema” si fa pressante. Due, in particolare, le iniziative promosse e sostenute dall’Associazione. Il 10 aprile 1995 viene costituito il Business Innovation Center –BIC Dolomiti, che diventa operativo nei primi mesi del 1996, con la nomina di Fulvio Caldart, Presidente dell’Unione Artigiani, a Presidente del Consiglio di Amministrazione. La seconda iniziativa è di natura più squisitamente “politica”: a metà del 1995, Unione Artigiani, Appia, Ascom e Coldiretti costituiscono il tavolo di concertazione della p.m.i. bellunese. Il tavolo nasce per raccogliere le idee, riunire le forze e risultare propositivi nei momenti decisionali della politica locale e regionale. L’esigenza è di far sentire tutto il peso di tre comparti che raggruppano 13.000 delle 15.000 aziende bellunesi. Ma “fare sistema” significa anche arricchire la cultura associativa con il confronto e il dibattito. Un documento articolato viene presentato dall’Unione alla Prima Conferenza Nazionale sulla Montagna che si svolge a Belluno il 3 ottobre1995. Il documento viene acquisito come contributo di una categoria che merita di essere adeguatamente considerata nelle politiche di sviluppo per le aree montane.

Dal sistema al “sistema a rete”

Il 27 gennaio 1996, l’Assemblea dei Delegati approva il nuovo Statuto dell’Unione. In pratica vengono riscritte totalmente le norme statutarie e regolamentari che disciplinano la vita dell’Associazione. Nuovo assetto viene dato agli organi e alle rappresentanze territoriali e di categoria, mentre per Presidente e Direttore scatta il divieto di ricoprire cariche politiche. Nel 1996, l’Associazione apre - per prima in provincia - uno sportello per il lavoro interinale, che è in grado di fornire informazioni e assistenza per la ricerca e l’inserimento in azienda di lavoratori “in affitto”. Nel marzo dello stesso anno, presso la sede provinciale viene aperto lo sportello Ebav: assiste le aziende nelle pratiche per la fruizione dei servizi e dei contributi erogati dall’Ente Bilaterale dell’Artigianato Veneto. In estate, viene attivato anche un servizio di consulenza e assistenza assicurativa interno all’Associazione. Immediato l’interesse delle aziende, che oltre a stipulare polizze e contratti, si rivolgeranno all’Associazione anche per la consulenza gratuita sui contenuti dei rapporti assicurativi e per rivendicare rimborsi e prestazioni. Sempre nel 1996, arriva il primo indirizzo di posta elettronica dell’Unione Artigiani: unart@sunrise.it. Vi è collegato un servizio per la nuova imprenditorialità: “Fare Impresa” si rivolgerà soprattutto ai giovani che avviano una nuova attività, offrendo informazioni e garantendo assistenza. Una convenzione con Cariverona assicurerà ai giovani imprenditori un finanziamento a tasso particolarmente agevolato per l’avvio dell’attività. L’anno dopo anche il Comune di Belluno attiverà un fondo giovani per sostenere le fasi immediatamente connesse alla decisione di avviare un’attività imprenditoriale. Prosegue, nel frattempo, anche l’opera di razionalizzazione delle strutture del sistema associativo. Le assemblee straordinarie dei Consorzi Artigianfidi Belluno e Artigianfidi Belluno Due decidono la fusione in un’unica struttura, consentendo maggiore elasticità e rapidità nell’espletamento delle pratiche, economie nei costi complessivi di gestione e rafforzamento della compagine sociale. L’Osservatorio congiunturale è lo strumento che l’Unione mette in campo nel 1997 per conoscere in tempo reale le variabili che intervengono sul governo dell’artigianato e che sarà di estrema utilità per la definizione degli interventi. L’Osservatorio fornirà dati relativi agli occupati, al credito e alla gestione delle imprese. A dimostrazione del “peso” raggiunto dall’artigianato nell’economia provinciale, ben due dei sei componenti della Giunta della Camera di Commercio che si insedia nel 1997 sono “artigiani”. Siederanno nel massimo organo amministrativo della Camera Giampietro Guadagnini e Walter Capraro. Del Consiglio Camerale, invece, farà parte anche Igino Genova. Ottiene immediato consenso anche il nuovo servizio CAAF di assistenza per la stesura della dichiarazione dei redditi del lavoratori dipendenti e dei pensionati, che l’Unione attiva nella primavera del 1998. L’8 aprile 1999, viene ufficialmente inaugurata la nuova sede della Cooperativa Artigiana e di Artigianfidi in via Giorgetti, a pochi metri dalla sede dell’Associazione. Nello stesso anno, Finimpresa inaugura la pubblicazione semestrale del tassi e delle condizioni accessorie di tutte le banche convenzionate. In una tabella riepilogativa, pubblicata nel Notiziario dell’Unione, sono messe a confronto le condizioni che gli istituti di credito riservano alle imprese artigiane: è uno strumento unico nel suo genere, che consente ad ogni azienda di scegliere con oculatezza il proprio partner bancario. La tutela della salute sui luoghi di lavoro è un obiettivo primario ormai da molti anni per l’Unione. Nell’estate del 1999 un nuovo servizio si aggiunge a quelli già erogati dal CATA: grazie ad una convenzione con un medico del lavoro, presso la sede dell’Unione viene allestito il servizio per i controlli sanitari. Avrà successo: soprattutto nei confronti delle micro e piccole aziende, che saranno stimolate a rispettare i calendari delle visite periodiche, apprezzando anche l’economicità delle tariffe. Il 27 ottobre del 2000, i Presidenti di categoria dell’Unione danno il via libera al progetto di riorganizzazione delle categorie. Le categorie diventano espressione dei mestieri e da 32 passano a 15. Nei direttivi entrano i coordinatori dei mestieri, che avranno, quindi, tutti voce all’interno dell’Associazione. I 15 Presidenti di categoria compongono la Consulta permanente delle categorie, alla quale spetterà presentare il programma promozionale annuale delle categorie, esprimere pareri e giudizi sull’impatto delle normative fiscali, tributarie e del lavoro. Si tratta di un evento importante per la vita associativa: più partecipazione e migliore efficienza. Nel 2001, nasce la banca delle aziende certificate, ossia una banca dati che raccoglie le aziende che hanno scelto di percorrere la via della certificazione, rispettando i parametri standard della qualità. L’avvicinamento alla certificazione è un obiettivo che l’Unione persegue da tempo: nei primi tre anni del Duemila verranno convogliati sulle aziende ben 1.800 milioni di lire di contributi, che produrranno 3,6 miliardi di investimenti. Nel 45% dei casi si tratta di imprese con meno di 10 addetti. Dal 1 gennaio 2002, in milletrecento metri quadri, interamente cablati, è ospitata la nuova sede dell’Associazione al civico n. 8 di Piazzale della Resistenza a Belluno. Vi trovano posto anche gli uffici di Dimensione Impresa, del Centro Consorzi, del Cata e di Finimpresa, nonché i servizi di contabilità semplificata e di accettazione paghe gestiti da Feinar.
Un momento storico per l’Unione: un investimento che migliora l’efficienza dei servizi per le imprese associate. All’inaugurazione, insieme a tante autorità locali e regionali, è presente anche Andrea Bonetti, Presidente dell’Ueapme-l’Unione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese. Da martedì 26 febbraio 2002 anche le sedi di Feltre dell’Unione e di Feinar vengono trasferite nei nuovissimi uffici di via Ponte Uniera. Una sede modernissima, attrezzata con tecnologie d’avanguardia. All’inaugurazione interverrà il viceministro per l’Economia e le Finanze, Mario Baldassarri. Potenziato anche il servizio in materia di credito e finanza. Nel 2002, Feinar, sotto la guida di Eugenia Sorarù, diventa una delle prime organizzazioni in Italia a essere certificata dall’Ente CSQ secondo le nuove norme ISO 9001-vision 2000 per l’erogazione di servizi. Nel 2003, apre presso gli uffici di Belluno lo sportello “E-Labor”, che intende promuovere l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Raccoglierà inserzioni e ricercherà opportunità lavorative e offerte di lavoro in collegamento telematico con i Centri per l’Impiego dell’Amministrazione Provinciale. Lo stesso anno, prende il via anche il Progetto “Acquisizione Competenze” per la definizione delle politiche del lavoro e dei percorsi formativi: è uno dei due progetti pilota avviati nella Regione Veneto. Il progetto analizzerà più di duecento aziende di tutti i settori. Durerà due anni e nel 2005 i risultati saranno presentati alla Regione Veneto e a Italia Lavoro. Nel 2004, l’impegno dell’Unione viene premiato direttamente dalle aziende. E’ in assoluto il primo sondaggio sul livello di soddisfazione degli associati e i risultati sono ampiamente positivi: apprezzamento viene espresso sia per la qualità dei servizi, sia per la disponibilità e competenza del personale. “E’ un risultato che impegna tutti noi a proseguire il cammino con rinnovato impegno e dedizione”, commenta il Presidente Luigi Curto, che, in un clima di grande serenità e compattezza, l’Assemblea dei Delegati confermerà alla Presidenza dell’Unione per altri quattro anni.

Nel 2005 l’Associazione celebra il cinquantenario della costituzione. Un’ampia serie di iniziative si svilupperà nel corso dell’intero anno. Premi e riconoscimenti speciali vengono consegnati alle aziende in attività da almeno 50 anni, ai fondatori e ai dirigenti storici. Attraverso un concorso di idee, UAPI adotta un nuovo logo e viene potenziata la comunicazione in “rete” con un nuovo sito internet.
Anche nel 2006 l’informazione resta al centro dell’attenzione delle politiche di promozione: il 20 aprile prende avvio "Impresa diretta", una trasmissione televisiva interamente autogestita dall’Ufficio Stampa dell’Associazione, che da quel giorno andrà in onda ininterrottamente tutte le settimane sulle frequenze di Telebelluno. E’un format di informazione e approfondimento sull'artigianato bellunese, che sarà apprezzato dalle imprese associate ma soprattutto dal pubblico televisivo che in ogni puntata di “Impresa diretta” ha l’opportunità di scoprire e conoscere almeno un paio di aziende artigiane.
Nel 2007 la turnazione prevista dagli accordi tra le Associazioni socie porta alla presidenza di Feinar Luigi Curto, presidente dell’UAPI, che il 18 febbraio 2011 ha l’onore di porre la prima pietra della nuova sede di Feinar a Mier: un edificio improntato all'ecosostenibilità e al risparmio energetico. Su iniziativa della categoria dell’estetica nasce presso il Centro Consorzi di Sedico “Il laboratorio del sorriso”: l’iniziativa, svolta in collaborazione con l’Istituto dei Tumori di Milano e la supervisione dello staff medico del prof.Veronesi, è destinata a promuovere un’attività di sostegno alle donne affette da carcinoma.
A cavallo tra il 2008 e il 2009 l'aggregazione e le reti di impresa diventano strumenti attraverso i quali UAPI tenta di contenere gli effetti pesanti della crisi internazionale che si è appena aperta e che si dimostrerà la peggiore dal dopoguerra: nascono così il consorzio CASA CONCEPT - aggregazione di imprese della filiera delle costruzioni particolarmente vocate al risparmio energetico, alla green economy e alla bioedilizia - e GREEN CONCEPT – un consorzio di imprese della filiera della forestazione e della manutenzione e gestione del verde che inizia un complesso percorso di promozione e valorizzazione delle attività connesse all’uso del legname. Anche per le imprese dell'alimentazione è ideata una forma di aggregazione: nasce la KODINZA, un marchio di proprietà dell’UAPI a disposizione delle aziende associate del settore che identifica la torta delle Dolomiti Bellunesi. Per gli antennisti e i tecnici elettronici viene creato il Consorzio Digital Tech Concept: si occuperà di qualità e innovazione e gestirà, con grande soddisfazione per le imprese ma anche per i consumatori bellunesi, il passaggio dall'analogico al digitale terrestre per l'intera provincia di Belluno.

Nel 2009, UAPI e Finimpresa si schierano per prime a fianco del Comitato promotore per la nascita della Banca di Belluno e Feltre. La convinzione è che alle imprese bellunesi possa essere utile una banca di credito cooperativo che deve investire il 95% del denaro raccolto sul territorio dove opera e destinare ai propri soci più del 50% del capitale impiegato in affidamenti. Dal 15 novembre 2010 le imprese del Feltrino possono contare su un punto di riferimento stabile per tutte le esigenze connesse al credito. Presso gli uffici dell’UAPI a Feltre in via Ligont n.4 viene aperta la prima filiale di Finimpresa: la cooperativa di garanzia, nonostante le grandi difficoltà legate alla contrazione del credito e alla cancellazione di alcuni fondamentali aiuti regionali, svolge in questi anni di pesantissima crisi un’azione di grande sostegno alle aziende associate, tant’è che la percentuale di domande di garanzia respinte si attesterà significativamente sullo 0,9%. Nello stesso anno viene ristrutturata anche la sede di via Garibaldi ad Agordo e una nuova collocazione consentirà agli uffici di S.Stefano di Cadore di garantire servizi più efficienti alle imprese del Comelico e dell’Alto Cadore.
Molta attenzione l’Associazione rivolge alle problematiche del settore delle costruzioni: in particolare, sostiene con forza l’applicazione del Piano Casa, che, salvo rarissime eccezioni, viene realizzata nella generalità del Comuni bellunesi. Prende avvio anche una serie di progetti specifici sulla sostenibilità che porterà alla nascita, nella primavera del 2011, del Network Casa Clima Belluno.

La recessione incrementa anche il lavoro nero: nel 2010, UAPI realizza una campagna stampa che costringe anche i consumatori bellunesi a riflettere sui danni economici e sociali provocati dall’abusivismo e dal lavoro irregolare. A marzo 2011 presso la sede del Centro Consorzi di Sedico viene aperto il primo punto UNI in provincia: un nuovo servizio avanzato offerto da UAPI a imprese, tecnici e professionisti. A cavallo tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012, viene portata a termine un’importante iniziativa politica e sindacale che: UAPI presenta, infatti, il Libro bianco sulla Montagna Veneta, ospitando a Belluno il Presidente della Giunta regionale, Luca Zaia. Attraverso un’intensa azione sulle forze politiche presenti in Consiglio regionale, UAPI ottiene la trasformazione in disegno di legge dell’articolato legislativo che chiudeva il Libro Bianco stesso: il disegno di legge è sottoscritto da trentadue consiglieri regionali del Veneto, appartenenti a tutte le forze politiche.
Il Libro bianco sulla Montagna Veneta diventa un punto di riferimento per gli amministratori e i politici bellunesi che, nell’estate del 2012, tentano di scongiurare la cancellazione dell’Amministrazione Provinciale imposta dalle direttive del Governo nazionale.


2013: nuova denominazione

Il 4 marzo 2013 l'Unione Artigiani e Piccola Industria di Belluno cambia denominazione e diventa Confartigianato Imprese Belluno, una scelta dell’Assemblea dei delegati, rafforzata dalla volontà della Giunta esecutiva, entrata in carica il 16 novembre 2012, di far sentire di più l’appartenenza alla rete regionale e nazionale di Confartigianato imprese, che raggruppa circa 300.000 soci in tutt’Italia.








Il Sistema Associativo

  • Caaf Confartigianato
  • CRGA
  • Confartigianato Servizi
  • Feinar
  • Inapa