Bonus edilizia, Confartigianato chiede l’abrogazione dell’obbligo SOA

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Comunicato stampa del 16 dicembre 2022

 

Zatta: «La priorità deve essere quella di far lavorare bene il Superbonus»

 

Confartigianato, assieme alle altre sigle che rappresentano e tutelano le piccole e medie imprese, ha scritto una lettera al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per chiedere l’abrogazione dell’obbligo della SOA (Società Organismo di Attestazione) per i contratti nelle costruzioni con valore superiore a 516mila euro che beneficiano di incentivi fiscali.

 

Finora le attestazioni SOA erano richieste solo per la partecipazione agli appalti pubblici. Con il decreto-legge n.51 di maggio 2022, invece, l’obbligo dell’attestazione è stato introdotto anche per le imprese che operano nel mercato dei bonus edilizi.

 

Quindi, nei contratti tra privati. Dal 1° gennaio 2023 fino al 30 giugno 2023, l’esecuzione dei lavori di importo superiore ai 516mila euro e per i quali è possibile accedere alle agevolazioni fiscali (Superbonus 110%, Ecobonus, Bonus ristrutturazione e altri) dovrà essere affidata a imprese che, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto, siano in possesso dell’attestazione SOA oppure a imprese che hanno avviato la sottoscrizione di un contratto finalizzato al rilascio dell’attestazione SOA.

 

«Un obbligo che lede la libera concorrenza» sottolineano da Confartigianato. «Per questo chiediamo che l’efficacia della misura sia posticipata perché rappresenta un irragionevole aggravio burocratico e una barriera nei confronti delle imprese artigiane. Imporre alle imprese, anche operanti in subappalto, il possesso di una qualificazione rilasciata da appositi soggetti attestatori provocherà una decimazione del mercato».

 

Il comparto delle costruzioni in Veneto vede operare 54mila aziende artigiane, ma ora è cominciata la selettiva rincorsa alle sole 812 realtà produttive (artigiane e non) che sono in possesso delle certificazioni.

 

Tutto ciò sta provocando una pericolosa alterazione del mercato e, inoltre, non si considera il fatto che nelle relazioni tra soggetti privati il meccanismo della libera trattativa economica assicura la selezione degli operatori più efficienti.

 

«Gli obiettivi della nuova disciplina sono condivisibili – sottolinea Fabio Zatta, presidente degli edili di Confartigianato Belluno -. Ma la soluzione adottata è del tutto inappropriata. Siamo d’accordo che l’accesso al sistema dei bonus debba restare subordinato al superamento di una serie di scrupolosi accertamenti, parte dei quali affidati a professionisti abilitati. Ma in questo momento la priorità è far operare bene il Superbonus, che ha garantito e sta garantendo interventi di riqualificazione edilizia e lavoro per le imprese artigiane. È uno degli strumenti che ha consentito di rimettere in moto il motore dopo il Covid, ma le decisioni si questa misura sono arrivate spesso in via tardiva, provocando rincorse ed errori che non possiamo permetterci».

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