Il progetto The Sound of Artisans in collaborazione con Confartigianato Imprese Belluno

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Comunicato stampa n. 2/2026 del 6 febbraio

 

Emozioni dai suoni artigiani

 

Suscitare emozioni con i suoni di chi lavora con il cuore, la testa e le mani per trasmettere la propria arte e passione. È questo l’obiettivo cui mira il progetto “The sound of Artisans” (il suono degli Artigiani), realizzato da Confartigianato Imprese Veneto in collaborazione con Confartigianato Imprese Belluno, presentato mercoledì al palazzo Grandi Stazioni di Venezia, alla presenza dell’assessore regionale al turismo Lucas Pavanetto.

 

“Il progetto – spiega Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno, che da vicepresidente regionale ha coordinato personalmente il progetto nel suo insieme – consiste in sette video che raccontano i mestieri artigiani delle sette province venete, scegliendone per ciascuna uno caratteristico: per Belluno ovviamente abbiamo pensato all’occhiale. Un racconto proposto senza la mediazione, senza il filtro della parola a frapporsi tra spettatore e artigiano: solo rumori, suoni e immagini.

L’intento è di offrire a chi li vede un’esperienza immersiva, totale, quasi sacra, nei laboratori degli artigiani, ascoltando il loro lavoro, vedendo le loro mani, ammirando la loro passione e professionalità, raccontando così il territorio veneto. Un’esperienza che attraverso il linguaggio universale dei suoni, che generano emozioni diverse a seconda di come sono percepiti, vuole dunque essere un inno alla “sacralità” del lavoro artigiano, ed al tempo stesso raccontare eccellenze non sempre visibili”.

 

Un progetto che arriva esattamente 40 anni dopo il documentario “Artigiani Veneti” realizzato dal maestro Ermanno Olmi su idea della Regione Veneto e di Confartigianato del Veneto: oggi come allora un viaggio nel mondo artigiano veneto, per raccontare come abbia saputo mantenere le sue peculiarità e la sua storia, adeguandosi però ai tempi che cambiano e alle tecnologie più moderne, “passando dalla prevalente manualità di quegli anni alla tecnologia e all’intelligenza artigiana che oggi ci caratterizzano”.

 

“Il maestro Olmi – continua Claudia Scarzanella – diceva che tutti gli artigiani confidano nell’abilità delle proprie mani e ciascuno è saggio nel suo mestiere: senza di loro nessuna città può essere costruita, né abitata né frequentata. Ebbene, oggi come allora quello che c’è intorno a noi trasmette l’anima e la professionalità degli artigiani”.

 

Il progetto “The sound of Artisans” sarà presentato in anteprima domenica 15 febbraio a Cortina d’Ampezzo a Casa Veneto, nell’ambito del progetto della Regione Veneto nato per promuovere alla stampa di tutto il mondo le eccellenze venete.

 

“Turismo, sport e grandi eventi hanno un legame inscindibile con l’artigianato – ha detto il vicepresidente e assessore a Turismo e Lavoro Lucas Pavanetto -. Le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 per il Veneto non sono solo occasione di visibilità internazionale, ma soprattutto rappresentano una sfida di sistema. Cioè quella di raccontare e rendere riconoscibile un modello di sviluppo fondato sulla qualità del lavoro, sulle competenze diffuse e sul saper fare che caratterizza il nostro tessuto produttivo. In questo quadro l’artigianato assume un ruolo centrale, perché contribuisce in modo diretto alla costruzione dell’esperienza complessiva che il Veneto offre ai visitatori. Questo docufilm racconta un artigianato che non è elemento accessorio, ma parte integrante dell’identità dei territori e della loro capacità di accoglienza”.

 

Le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 sono anche un potente moltiplicatore economico, territoriale e culturale.

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato imprese Veneto su dati dell’Università Ca’ Foscari, le Olimpiadi Invernali 2026 genereranno per il Veneto: 1,124 miliardi di euro di investimenti; 1,461 miliardi di euro di valore della produzione; 839 milioni di euro di PIL; 13.800 nuovi posti di lavoro.

Un impatto che si innesta su un tessuto produttivo già fortemente vocato allo sport e al turismo.

 

Accanto alla filiera diretta dello sportsystem, le Olimpiadi attiveranno un indotto che coinvolge 18.572 imprese artigiane venete, pari al 15,5% del totale regionale, per un totale di oltre 63.000 addetti. Moda, agroalimentare, ristorazione, trasporti, benessere, manifattura artistica: settori che intercettano la domanda dei visitatori e contribuiscono a trasformare l’evento sportivo in sviluppo diffuso.

 

Il tutto in una regione che si conferma leader del turismo nazionale, con oltre 73 milioni di presenze annue e una spesa dei turisti stranieri che vale 7 miliardi di euro, pari al 3,6% del PIL regionale.

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