Superbonus e i “crediti cedibili una sola volta” – Confartigianato chiede interventi urgenti

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Cambiano le regole sul Superbonus e sul pacchetto “bonus edilizi”. «Molte imprese artigiane rischiano il fallimento» denuncia il direttore di Confartigianato Belluno Michele Basso. «Non si possono cambiare le regole in corsa. Il danno che ne deriverà è enorme. Il governo si fermi un attimo».

La questione ruota attorno alla cessione del credito, così come modificata dal Decreto Sostegni ter. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri prevedeva che il credito di imposta corrispondente a Superbonus, bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus e bonus facciate fosse ceduto una sola volta. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale lo scorso 27 gennaio (n. 21) conferma la decisione. «Questo significa che il beneficiario della detrazione potrà cedere il credito ad altri soggetti (banche e intermediari finanziari), ma questi non potranno cederlo a loro volta. E poi, significa che i fornitori che praticano lo sconto in fattura potranno recuperare lo sconto sotto forma di credito di imposta e cederlo una sola volta ad altri soggetti, banche o intermediari finanziari, ma questi ultimi non potranno cederlo a loro volta» spiega il direttore Basso. «Mettiamo ad esempio un condominio di dieci appartamenti che aveva già deliberato lavori per 500mila euro. I condomini erano tranquilli di poter cedere il proprio credito alla banca e, grazie a quello, avviare la riqualificazione della palazzina. Oggi con le novità introdotte, questi cittadini si trovano di fronte a un istituto di credito che nega la cessione – dato che anch’esso si era organizzato per cederlo a sua volta e ora non lo può più fare – con il risultato che se non hanno la capacità finanziaria di pagare i lavori o bloccano tutto o si indebitano. La stessa cosa capiterà alla famiglia che ha deciso di ristrutturare la propria casa puntando sulla cessione delle detrazioni alla banca per poi pagare l’impresa che ha realizzato i lavori: ora rischia di vedersi chiudere la porta in faccia dall’istituto di credito e di ritrovarsi un buco da centinaia di migliaia di euro».

L’effetto domino sulle imprese è praticamente immediato. E nel Bellunese coinvolge diverse centinaia di addetti. «Assisteremo a uno stop dei lavori, in particolare per le ditte che effettuavano lo sconto in fattura e poi lo cedevano ai fornitori, in quanto questi ultimi non potranno più cederlo ad altri – sottolinea il direttore Basso -. Senza contare che i crediti presenti sul portale delle aziende sono quelli relativi alle cessioni trasmesse nel mese dicembre 2021, perché le cessioni effettuate nel mese di gennaio vengono rese disponibili dal 10 del mese successivo. Non è possibile che si continui a cambiare la normativa in corso d’opera rendendo impossibile il lavoro. Le aziende non hanno alcuna tutela per preventivi già siglati e neppure nei confronti dei committenti che, una volta avviate le pratiche per i bonus poi non riescono a ottenerli per i continui cambi di regole».

Confartigianato Belluno, in accordo con l’associazione a livello nazionale, organizzerà alcune iniziative pubbliche per fare un’operazione di moral suasion sul tema. Nel frattempo il presidente nazionale Marco Granelli ha scritto al premier Draghi per esporgli tutte le preoccupazioni del settore artigiano e chiedere la modifica delle disposizioni introdotte, rendendo possibili almeno due cessioni dei crediti fiscali e, in ogni caso, cessioni plurime nei confronti di soggetti istituzionali (banche, assicurazioni e soggetti iscritto all’albo degli intermediari finanziari.

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