Una comunicazione dalla Regione: spetta ai Comuni controllare e punire gli utilizzi impropri del termine “artigianale”

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Comunicato stampa n. 24/2026 del 9 settembre

 

“È positivo che la Regione Veneto si sia mossa per il rispetto della legge annuale sulle piccole e medie imprese (34/2026) laddove chiarisce chi può (e chi non può) utilizzare il termine “artigianale” nella denominazione, nell’insegna, nel marchio e nella promozione di prodotti o servizi”.

A Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno, non è certo sfuggita la comunicazione inviata dalla Direzione Industria Artigianato Commercio e Servizi e Internazionalizzazione delle Imprese, ai Comuni, alle associazioni del settore artigiano e commercio e alle Camere di Commercio del Veneto.

 

Nella lettera la Direzione ha ricordato i contenuti della legge, precisando l’intento del legislatore di “tutelare il valore e la riconoscibilità della qualifica artigiana, assicurando che il richiamo ai termini “artigiano”, “artigianale” o all’artigianalità sia effettivamente correlato alla natura dell’attività svolta e alle caratteristiche della produzione del bene o del servizio offerto”. Ma quel che conta – perché in Italia una legge è rispettata nella misura in cui è prevista una sanzione – la Direzione richiama l’attenzione sulle modalità di accertamento delle eventuali violazioni e sull’applicazione delle relative sanzioni amministrative.

 

La comunicazione sottolinea quindi che il pagamento in misura ridotta, ove ne ricorrano i presupposti, va effettuato entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notificazione della violazione.

“Ma è importante anche la specificazione su accertamenti e sanzioni che, secondo la legge regionale 10/77 sono di competenza del Comune nel cui territorio è accertata la presunta violazione. Quindi le segnalazioni di possibili utilizzi non conformi alla norma dei riferimenti all’artigianato e all’artigianalità vanno indirizzati al Comune. Per essere efficaci, le segnalazioni andrebbero corredate da elementi utili alle verifiche, come foto di insegne o pubblicità, riferimenti dell’attività interessata, materiale promozionale, riproduzioni di marchi… Il Comune potrà così procedere ad accertamenti ed eventualmente applicare le sanzioni”.

 

La lettera della direzione regionale invita a dare la massima diffusione alla presente comunicazione, per favorire una corretta conoscenza ed applicazione della nuova disciplina.

“La legge in questione – conclude Claudia Scarzanella – dà il giusto valore alle vere imprese artigiane, che nel riconoscimento della propria importanza possono credere nel proprio futuro e investirvi; ma tutela anche i consumatori che ora sapranno con certezza se il prodotto o il servizio che acquistano è davvero artigianale. Al tempo stesso, difende e supporta pure i Comuni, perché sostenere l’artigianato significa valorizzare il territorio, la cultura, la tradizione, l’identità della comunità. Ora dunque spetta a tutti perseguire tutti questi scopi, aiutando i Comuni a farla rispettare”.

 

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